DON MAURO: UN AMICO. 

Parlare di Don Mauro ci risulta difficile e facile nello stesso momento; difficile poiché probabilmente rischiamo di dire, ripetendoci, le stesse cose che tutti coloro che lo hanno conosciuto direbbero, facile perché viene spontaneo un ricordo positivo ed affettuoso di un grande amico scomparso.

Vogliamo perciò darne un ricordo concreto dal punto di vista scout, del gruppo con i suoi ragazzi e gli adulti capi ed educatori.

Fin dal suo arrivo avevamo capito che qualcosa stava cambiando per noi; avevamo a che fare con un parroco schietto, alla ricerca del contatto umano e della vera collaborazione per avvicinare i ragazzi a Gesù ed a Dio attraverso l'educazione globale della persona che caratterizza il metodo educativo scout

Ed, in effetti, presto si sancì il definitivo ritorno del gruppo nella parrocchia di San Pietro, con la concessione della sede ai lupetti.

Don Mauro ci è stato vicino, nella figura di "Baloo" con i lupetti, proponendo loro la preghiera e giocando (tempo permettendo) e cantando con i bimbi, con la sua inseparabile chitarra; ha aiutato gli adulti della Comunità Capi nella crescita personale e di fede animando diverse serate; ci ha dato una mano anche con i ragazzi più grandi con alcuni incontri tematici e rilanciando momenti comunitari di preghiera con i giovani.

Nei mille impegni di un parroco solo in una parrocchia relativamente grande come quella di San Pietro e ancora da ricompattare nelle sue componenti (per terminare e migliorare il lavoro iniziato da Don Giorgio) Don Mauro ha avuto tempo un po' per tutti, con l'unico rammarico di non avere a disposizione 48 ore il giorno per fare il doppio di quanto riusciva.

Dalle sue parole e dai suoi comportamenti noi adulti ed i nostri ragazzi abbiamo appreso molto e sicuramente dobbiamo essere grati a Don Mauro per averci dato un po' di forza in più per continuare il nostro lavoro di educatori che dà soddisfazioni, ma ti mette continuamente in discussione, riservandoti anche amarezze e stanchezza che a volte sembrano ostacoli insormontabili, proprio come succedeva a lui, nella sua vita spesa a servizio del prossimo, chiunque esso fosse.

Ma si sa, con Gesù al nostro fianco la parola "impossibile" non esiste più; e Don Mauro era sicuramente un grande amico di Gesù...

CIAO, DON MAURO

 

Sul giornale "La Sesia" abbiamo trovato questa lettera di un anonimo lettore che esprime l'impegno di don Mauro nel sociale, uno degli aspetti più coerenti della sua missione sacerdotale.

 

Ecco, da oggi anche Vercelli ha il suo angelo in Paradiso

Don Mauro,

ero sprofondato in un abisso, mi stavo distruggendo col bere, la bottiglia era la mia unica amica: in fondo a questo calvario ho trovato te. Mi hai ridato la voglia di amare, mi hai fatto ritrovare la fede, mi hai ricostruito come persona, mi hai ridato la voglia di vivere, ho ritrovato la sobrietà. Poi insieme abbiamo trovato tanti altri amici a cui dare "questo benessere". Mi ricordo il tuo entusiasmo nel recupero di chi beveva.Sotto la tua guida abbiamo aperto il Gruppo Alcolisti Anonimi. Quante donne e quanti uomini hanno ritrovato la sobrietà tra quelle mura! Quante ore passate insieme a parlare con chi aveva il problema, quanti momenti felici attorno a un tavolo con tutti noi!

Mi sei stato amico, fratello, padre, ti ho avuto al mio fianco nei momenti di gioia e nei momenti in cui il dolore era immenso, ma mi hai fatto capire quanto bello fosse vivere la vita, qualunque situazione ci riservasse.

 

Volevo ribellarmi al tuo esilio a Gattinara, ma mi hai insegnato ad accettare gli ordini superiori. Adesso non ci sei più al mio fianco. Mi sento orfano, ma se penso ai tuoi insegnamenti, ho la certezza che tu sei sempre lì. Sono convinto che da oggi Vercelli e i vercellesi hanno il loro angelo in Paradiso.Quanto hai amato questa città tutti noi lo sappiamo: oggi vorrei farti sapere che anche noi ti abbiamo amato e ti ricorderemo sempre. Caro amico fedele, compagno di tante, avventure, maestro di fede. Ti ritroverò al termine della mia vita e ti abbraccerò come un fratello, come ero solito fare.

Concludo con la preghiera che tante volte abbiamo recitato, mano nella mano:

Signore, concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio di cambiare quelle che posso e la saggezza di conoscerne la differenza.

 Ciao.                                       Carlo

il giorno successivo al funerale

 

Qui riposa don Mauro, nel piccolo cimitero di Vintebbio. 

La sua tomba è sempre meta di preghiere.

 

Abbiamo letto un altro ricordo, sempre sul giornale vercellese "La Sesia"

Venerdì mattina anche il cielo piangeva per lui.

 

Ho conosciuto don Mauro in un momento disperato della mia vita in cui ero vuota, distrutta e arrabbiata. Mi hanno accompagnata da lui; sono andata con poca convinzione e con la presunzione assurda di sapere quello che mi avrebbe detto. Poi me lo sono trovato davanti, due metri di simpatia, di tenerezza, quel sorriso sotto la barba che mi ha subito dato un sensazione di tranquillità: "Oh vieni benedetta, parliamo". . . Sono entrata. E' successo qualcosa. Ho parlato tanto, così tanto da non avere più saliva, gli ho raccontato cose così  mie, così private che credevo di non poter riuscire a farlo con nessuno. Mi ha aiutato tanto con quella semplicità che lo ha contraddistinto nel suo modo di essere sacerdote. Mi diceva: "E' normale provare rabbia, siamo esseri umani. Ma dobbiamo cercare di non seguirla". E piano piano, mi regalava un po' della sua intelligenza, mi insegnava a preoccuparmi del possibile e non del probabile, a distinguere la sottile linea di confine che esiste tra ragione ed emozione. Don Mauro aveva molti doni speciali, era una calamita, ti attirava, ti entrava nell' anima senza che tu te ne accorgessi e ti leggeva dentro in una maniera così profonda e comp1eta che diventava impossibile non volergli bene.

Ho chiusi dentro al cuore centinaia di momenti che mi accompagneranno tutta la vita, la chiacchierata ogni sera al telefono, le pizze  che mangiavamo tutti insieme attorno al suo grande tavolo e poi i cori con le chitarre, il suo Nabucco, Piazza Grande…

Mi mancherà quell' amico sincero che mi ha dato tutto in cambio di niente, che mi diceva: "Alleluia Alleluia!", quando piano piano cominciavo a riemergere dal buio e a riacquistare fiducia in me stessa.

"Questa e la realtà benedetta, non si può cambiare; bisogna accettare con serenità, solo così si può andare avanti": me lo diceva sempre, era la sua filosofia di vita e io cerco di imparare.

Ma è difficile, Don. E' difficile accettare di non poter più riempire il cielo di parole con te davanti a un gelato al pistacchio, avrei bisogno dei tuoi , consigli, di dirti grazie per tutto, che non è giusto che sia finita così! Avevamo ancora tutti bisogno di te, sempre così profondamente teso verso l'alto ma con i piedi per terra. Mi hai insegnato tante cose e sono convinta che anche adesso troverai il modo di insegnarmi a sopportare la tua mancanza e a trasformare il dolore in tenera nostalgia. Per ora mi piace pensarti lassù a inondare il Paradiso di note della tua chitarra con il tuo travolgente entusiasmo. E' stato un onore incontrarti sulla mia strada. Ciao Don. Con il cuore.                                 Annalisa

 

Presentato a Vercelli e a Gattinara "Don Mauro, una vita fatta dono" il libro che raccoglie i ricordi, semplici pensieri e testimonianze di chi ha conosciuto Don Mauro nell'arco di esperienze diversissime tra di loro, cui egli ha sempre saputo dare un tratto marcato del suo essere prete e uomo.

 

   

5 dicembre 2004: un incidente stradale a pochi metri dalla sua tomba. Il rischio è stato grande, sarebbe potuto essere tragedia. Passando davanti a quel cimitero è difficile non pensare a Don Mauro: grazie Baloo per esserci sempre vicino con la tua presenza nei momenti difficili.